Il progetto CAD dell'IC di Castellucchio contagia le scuole delle vicina provincia di Reggio Emilia

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[dalla mailing list di porteapertesulweb (USR Lombardia)]

1- Prologo (tipo scritte a scorrimento di "Star Wars", ma accessibili)

Anno 2010.
In una galassia lontana lontana (soprattutto dai livelli della Lombardia), in un Istituto Comprensivo di Reggio Emilia, una Funzione Strumentale per l'Informatica e un DSGA iscritti a Porte Aperte avevano inizato a parlare alla Dirigente del CAD e delle sue enormi conseguenze per la scuola...

Anno 2011.
Sotto la potente spinta della suddetta Dirigente dell'Istituto Comprensivo "Galileo Galilei", (che sa come farsi ascoltare), le due reti delle istituzioni scolastiche del primo e secondo ciclo di Reggio Emilia hanno organizzato un mini-corso di aggiornamento per Dirigenti, Direttori S.G.A. e responsabili dei siti scolastici.

L'argomento "CAD" è stato affrontato da uno dei maggiori esperti informatici e scolastici della galassia,

il famoso SuperMario Varini....

[Musiche e titoli di testa... vai con l'immaginazione...]

2- I fatti (seri e importanti)

Mercoledì 23 Novembre, presso l'aula magna dell' ITGSS "Pascal" di Reggio Emilia, la prima parte dell'incontro sul CAD con Mario Varini è stata dedicata ai Dirigenti.

Davanti a una platea attenta, sono stati illustrati la parte giuridica e di responsabilità, gli adempimenti e il cambiamenti che riguardano i siti scolastici, da "vetrine" ad ambienti interattivi con il lavoro dei vari uffici.

Gli ascoltatori sono stati portati in un mondo sconosciuto ai più e sono entrati a contatto con "modus operandi" di cui  nemmeno immaginavano l'esistenza.

Verso le 11.30, un chiacchiericcio leggero si è levato dalla zona in fondo a sinistra: i soliti distratti di ogni conferenza?
Con un po' di meraviglia, debbo dire di no. Non si trattava di due DS intente a chiacchierare: una stava spiegando all'altra dei termini informatici che, per evidente timidezza e preoccupazione, non si attentava a chiedere.

Gli astanti, a seconda delle frasi pronunciate dal relatore, alternavano espressioni facciali di interesse, sorpresa, attenzione, preoccupazione per il lavoro da affrontare, ma disinteresse... no, di quello non si è trovata traccia.

Quando  Mario ha mostrato la parte del sito della sua scuola che permette di organizzare il lavoro delle presenze ATA e come è stato possibile realizzarlo e portarlo all'operatività, un paio di ascoltatori sono restati letteralmente a bocca aperta sul lato destro della sala.

Il secondo argomento interconnesso in programma ha riguardato la riconoscibilità dei siti pubblici e le regole dei .gov.it.

Uno dei problemi da affrontare, rilevato dal pubblico, è stato quello della carenza delle necessarie competenze tra il personale scolastico; un altro quello delle scuole dell'Appennino, microscopiche e senza alcun tipo di risorsa: anche qui le parole di Mario sono state un input potente e nel giro di poche ore alcuni Dirigenti  hanno iniziato i contatti per confrontarsi sulla possibilità di una rete di scuole di montagna.

"Sensibilizzazione"  alla questione è stata comunque la parola-chiave.

Nel pomeriggio, è stato il turno dei DSGA e degli operatori della scuola addetti al sito scolastico; le direttive, il CAD, i contenuti minimi, le linee guida, il dominio .gov.it, i formati aperti....

Il relatore ha parlato con maggior vigore rispetto all'intervento mattuttino, perché proprio i DSGA - senza nulla togliere ai DS - col loro ruolo di Direttori e organizzatori saranno il cuore pulsante di questo cambiamento epocale negli uffici.

E' stato sottolineato come l'individuazione di una figura interna alla scuola, tecnicamente competente, sia fondamentale, come queste competenze si possano acquisire con lo studio e con l'immenso sostegno reciproco che esiste nella comunità di pratica (es. Porte Aperte sul Web) e come le competenze debbano andare di pari passo con la sensibilizzazione alle diverse abilità.

Anche questa differente tipologia di pubblico è rimasta affascinata da un lato, ma molto preoccupata dall'altro: sui DSGA peserà un lavoro enorme, soprattutto per il gap che si è andato accumulando nei troppi anni di inazione.

Il sassolino che può provocare la valanga del cambiamento è stato smosso con perizia e nel punto giusto; ora starà alle persone che hanno ascoltato non fare prevalere la forza d'inerzia o i timori che possono assalire chi deve compiere un'impresa che appare spropositata alle forze disponibili.

Sarà difficile; sarà faticoso; sarà un cammino lungo; ma almeno siamo partiti.

Grazie Mario.

      
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